Partiamo dalla stazione Termini, snodo cruciale di Roma raggiungibile facilmente dai campeggi e dalle aree attrezzate romane, all'uscita della quale vediamo tra gli altri bus anche i capolinea di molte linee turistiche che effettuano itinerari con bus panoramici scoperti.
Ci avviamo verso l'ampia strada che porta verso Piazza della Repubblica non senza far caso alle possenti mura delle Terme di Diocleziano visibili sulla destra.
Le Terme di Diocleziano furono costruite sugli tra il 298 e il 306 d.C., secondo lo schema classico: una grande basilica centrale, il complesso caldarium-tepidarium-natatio disposto lungo l'asse minore, palestre ai lati dell'asse maggiore e una grande cisterna di forma trapezoidale detta "Botte di Termini" che raccoglieva il ramo dell'acquedotto dell'Acqua Marcia.
Furono le più grandi terme romane, infatti erano in grado di accogliere contemporaneamente oltre 3000 persone.
Arrivati in Piazza della Repubblica notiamo immediatamente la scenografica Fontana delle Naiadi:
una grande vasca circolare dai cui bordi partono zampilli a raggiera che convogliano al centro dov'è sistemato un Glauco che domina un delfino che emette un possente zampillo ed ornata da quattro seni sporgenti in cui sono poste le Naiadi in bronzo.
Anche questa fontana ha conosciuto gli stravoglimenti tipici delle fontane romane, infatti il primo rifacimento di un certo rilievo si rileva in occasione della visita dell'imperatore Germanico Guglielmo II° quando la fontana fù ornata provvisoriamente di quattro leoni di gesso che rimasero in loco finché dopo alcuni anni venne deciso di sistemarla definitivamente, vinse il concorso lo scultore M. Rutelli (bisnonno del attuale politico Francesco) che realizzò le 4 ninfe acquatiche in bronzo che vediamo oggi ed uno strano gruppo centrale con tritoni, un polipo ed un delfino, l'opera venne alla luce nel 1901 dopo che molte polemiche legate alle nudità delle Naiadi la tennero nascosta ai cittadini per molto tempo.
Come si può ben vedere al centro non c'è più quella strana misticanza di creature marine che i romani soprannominarono "fritto misto" che risultò tanto sgraziato da essere rimosso e sostituito dall'attuale gruppo centrale.
Dalla fontana delle naiadi guardando verso le mura delle terme notiamo l'ingresso atipico (per una chiesa) della basilica di Santa Maria degli Angeli, la chiesa occupa il tepidarium e buona parte delle antiche terme, fu edificata nel 1561 per volere di Papa Pio IV° su progetto di Michelangelo che per eliminare l'umidità presente, rialzò il pavimento di quasi 2 metri, infatti le basi visibili delle 8 colonne preesistenti furono inserite a posteriori in modo da rifinirle ma in realtà non le sorreggono affatto perché queste poggiano sull'antico ed ormai ricoperto pavimento.
Oltre alla funzione spirituale, alla quale dobbiamo sempre prestare la massima attenzione visitando i luoghi di culto ed alla maestosa architettura ornata da numerosi angeli, la chiesa rapisce l'interesse del visitatore per mezzo della grande meridiana voluta da Papa clemente XI°: essa è una lunga linea di bronzo incastonata nel pavimento della crociera, venne fatta costruire per scopo ornamentale ma anche per calcolare esattamente la data della Pasqua (1° domenica dopo il plenilunio che segue l'equinozio di primavera)
Usciti dalla chiesa possiamo vedere bene l'emiciclo ripreso dall'architettura dell'antica esedra delle terme che forma Piazza della Repubblica dal cui centro parte Via Nazionale, strada con molti negozi che però evitiamo per dirigerci verso destra ovvero a piazza Esedra, quì in una delle antiche absidi termali c'è una delle tre sedi che compongono il Museo Nazionale Romano, proseguendo arriviamo in piazza san Bernardo alle Terme dove osservando dall'esterno l'omonima chiesa si può facilmente capire che è stata realizzata in una cisterna delle terme, dall'interno infatti si nota l'assenza di finestre ed il foro sommitale che in origine serviva per ricevere l'acqua piovana.
Altri quattro passi e ci troviamo davanti la chiesa di Santa Susanna e la Fontana del Mosè: questa fontana è la mostra dell'acquedotto felice, molto monumentale ma con un difetto che salta subito agli occhi....il Mosè sembra una inquieta sentinella relegata per punizione in una stretta garitta!
Scendiamo lungo via di XX Settembre fino ad arrivare all'incrocio con via delle Quattro Fontane nome preso dalle 4 fontane sistemate agli angoli dell'incrocio, sebbene non siano poi tanto apprezzate dai turisti è bene sapere che nessun incrocio al mondo vanta una simile disposizione architettonica, le fontane sono composte da quattro figure sdraiate contornate ognuna da simbolici oggetti che riportano al nome: l'Arno col leone simbolo di Firenze, Giunone con una corona in mano che poggia sopra un altro leone entrambi simboli regali, il Tevere sorvegliato dalla Lupa Capitolina e La Fedeltà (l'unica dormiente) poggiata su tre monticelli ed affiancata da un cane.
Scendiamo fino a piazza Barberini dove ammiriamo la fontana del Tritone opera del Bernini (foto)
Dirigiamoci in Via Sistina dalla quale arriviamo proprio davanti alla chiesa di Trinità dei Monti e quindi sopra la famosissima scalinata che scende sinuosa in Piazza di Spagna, nella chiesa si accede dalle 2 scalinate, parallele alla facciata e convergenti il pianerottolo d'ingresso, realizzate probabilmente per lasciare spazio alla piazza dove tra l'altro sarà successivamente collocato l'obelisco Sallustiano.
La chiesa vista dal basso con ai lati i suoi agili campanili ed il ritto obelisco sembra realizzata per accogliere e spiritualmente elevare nei cieli chi arriva dalla scalinata di piazza di Spagna....se non fosse che fù realizzata assai prima.
All'interno sono presenti varie opere tra le quali possiamo anche vedere un immagine di Michelangelo inserita ne "La Deposizione" opera del suo allievo Daniele da Volterra.
Usciti dalla chiesa potremmo scendere la scalinata e recarci in pieno Tridente ma decidiamo di proseguire sul colle per raggiungere il Pincio
Ci incamminiamo verso uno dei polmoni verdi di Roma, la risalita lascia pregustare la conquista di un panorama, lungo la passeggiata incontriamo Villa Medici sede dell'accademia di Francia, questa ha dei splendidi giardini che vale la pena di visitare come preludio al Pincio.
Proseguendo la passeggiata si arriva alla casina Valadier e quindi nel mezzo dell parco del Pincio dove tra i viali alberati scopriamo fontane, l'orologio ad acqua, l'immancabile obelisco e la ricca vegetazione che in estate offre un valido riparo alla calura romana.
Percorrendo i viali arriviamo alla panoramica terrazza del Pincio dalla quale possiamo ammirare uno dei tanti famosi panorami romani godibili, qui ci si affaccia su Piazza del Popolo (culmine del triangolo chiamato tridente) e si spazia con lo sguardo fino alla cupola di San Pietro