17/08/09 Sveglia di buon’ora per poter visitare Efeso prima che il solleone ci possa cucinare. Solo 3-4 km. per il grande parcheggio del sito (5 lit) e 20 lit/persona per l’ingresso. Subito si può ammirare il gran teatro per poi risalire la via che porta alla famosa Biblioteca di Celso ed alla successiva via Marmorea.-
Nel frattempo è arrivata una fiumana di turisti, testimoniata dai numerosissimi pulman che riempiono il parcheggio.
Rientriamo in autostrada a Selçuk fino al termine della stessa alla periferia di Izmir (lit, 1,75 di pedaggio) : fortunatamente ora una tangenziale evita in buona parte l’attraversamento della grande città, dai bruttissimi e invasivi gruppi di palazzoni.
Tuttavia dobbiamo attraversare una piccola parte periferica della città (la parte nord) ed il pur breve tratto rende subito l’idea del caos cittadino.
Dopo Izmir e la successiva città di Menemen (lungo la strada ci sono numerosi outlet) la strada 550 di riaffaccia sul mare per poi rientrare in direzione di Pergamo che noi, volutamente lasciamo alla ns. destra.
La strada continua verso Dikili ed è abbastanza monotona; da ricordare solo la bella vista di alcune saline alla destra del ns. senso di marcia ed il vento impetuoso che disturba il viaggio.
La prossima località di un certo rilievo è Edremit, ma poiché siano in anticipo sul ns. piano di viaggio decidiamo di fare ancora un po’ di mare , prima di affrontare il lungo rientro a casa. Per questo motivo circa 15 km. prima di Edremit usciamo dalla strada principale per prendere a sinistra con indicazioni per Oren , dove da note in ns. possesso dovrebbero esserci campeggi. Noi entriamo al camping Altin molto ombreggiato (48 lit./giorno tutto compreso – solo contante , n.b. controllare il colore dell’acqua prima di fare il carico, noi avendola vista giallastra ce ne siamo ben guardati…) e ci sistemiamo a 3 metri dal mare.- La spiaggia è molto stretta, il fondale è parecchio sassoso e la temperatura dell’acqua, nonostante siamo nel golfo di Edremit, è stranamente glaciale. Ci gustiamo uno splendido tramonto. I 255 km. percorsi oggi portano il totale parziale progressivo ad un tot. di 4.654 km.

18/08/09 Passeggiata piacevole in centro, grazie ad un sempre presente venticello, e acquisto di frutta e verdura ed altre….leccornie.
19/08/09 Oggi comincia la fase di rientro. Attraversiamo il centro animato di Edremit e percorriamo la litoranea – molti stabilimenti balneari anche con scivoli acquatici – fino a Kuçukkuyu, dove la strada prende verso l’interno e sale subito di quota.- La qualità della strada è abbastanza buona anche se la marcia è ostacolata da alcuni mezzi pesanti che letteralmente arrancano su ogni salita. Su questo tratto di strada abbiamo notato molti controlli da parte delle pattuglie di polizia Superiamo Ezine e poi lasciamo alla ns. sinistra le indicazioni per il sito di Troia e ci affacciamo sul canale dei Dardanelli.
Invitiamo a tralasciare l’uscita indicata per i ferryboat all’altezza di Kepez (il traghetto c’è ma le corse sono poche e le eventuali attese lunghe) e proseguire verso i traghetti in partenza da Canakkale.- Le indicazioni non sono molte tuttavia è necessario dirigersi verso il centro, molto trafficato, per poi raggiungere la partenza del traghetto; la biglietteria immette direttamente al battello e noi abbiamo pagato lit. 32,5 totale. Il traghetto è di dimensioni contenute (tipo quelli che fanno servizio nei fiordi norvegesi) ed il tragitto dura circa 30 minuti.- C’è molto vento ed il moto ondoso ne risente ma stiamo tutti sul ponte panoramico mentre lasciamo la parte asiatica e rientriamo nell’estrema zona europea occidentale della Turchia.

Lo sbarco a Eceabat è sbrigativo e giriamo subito a sinistra per seguire la litoranea in direzione di Gelibolu con bella vista sullo stretto, ma le piccole spiagge sono piuttosto mal sistemate e incolte.- Altri outlet si incontrano lungo la strada all’interno delle aree di servizio.
Dopo Gelibolu ci si affaccia sulla sinistra alla parte di mare che bagna la qui vicinissima
sponda greca di Alessandropoli e poi si prosegue all’interno per le località di Kesa e Uzunkopru.- Non seguiamo le indicazioni per l’autostrada e , dopo aver percorso la tangenziale, transitiamo per il centro di Edirne e sotto la sua importante moschea. Altri pochissimi km. ci separano dalla frontiera di Kapikule dove, in un grande centro commerciale, spendiamo le ultime (poche) lire turche. La burocrazia doganale turca è abbastanza sbrigativa mentre per la dogana bulgara l’attesa è stata più lunga soprattutto per le ispezioni all’interno dei camper (hanno chiesto di vedere il bagno, sopra la mansarda, nei gavoni, anche all’interno del vano bombole e……della cassetta wc.
Acquistata subito la vignette per le strade bulgare abbiamo percorso la strada classica per Plovdiv non trovando sistemazioni degne per passare la notte ormai incombente (un paio di parcheggi custoditi per tir visti prima di arrivare in prossimità della città, l’unica alternativa): il clima è molto caldo e soprattutto afoso, anche per un brevissimo acquazzone che ha contribuito solo ad elevare il tasso di umidità.-
Superata la tangenziale di Plovdiv (ed evitata una grossissima buca di cui mi ricordo ancora perfettamente, a rischio semiassi e ammortizzatori) entriamo in autostrada per poi sostare, dopo averne scartata un’altra precedente, in un’area di servizio .- La sistemazione non è delle più confortanti ma potenzialmente sembra sufficientemente tranquilla. Il tragitto odierno è stato piuttosto gravoso per ben 577 km. che portano il totale a km. 5.231.-
20/08/09 La notte è stata tranquilla per quello che può dare una simile sistemazione.- Altra giornata di lungo rientro e pertanto la partenza avviene all’alba.- Dopo poco più di un’ora siamo nei pressi di Sofia che stavolta aggiriamo per la “tangenziale” : mamma mia che strada dissestata, tutta buche, asfalto segnato e addirittura rialzato ai lati ! L’ultima sistemazione della stessa penso non si ricordi a memoria d’uomo molto anziano…..
Tra l’altro è proprio la strada che noi avevamo intrapreso all’andata e presto abbandonata per il buio totale e le “voragini” incontrate tanto da aver pensato di aver sbagliato percorso… L’andatura è forzatamente blanda anche per il traffico intenso delle prime ore del mattino.
Poi la qualità della strada verso il confine di Kalotina migliora molto e i poco più di 50 km. per la frontiera scorrono veloci. Circa 40 minuti ci vogliono per passare la barriera serba, più per la flemma indisponente dei finanzieri serbi – controllano anche l’interno del camper - che per i 200 mt di auto in coda.-
Bella la strada che si snoda in Serbia verso Dimitrovgrad e Pirot con bei tratti rettilinei che invitano a correre ed ai sorpassi e molti sono incappati nei frequenti controlli da parte della Polizia, spesso presente. L’ultimo tratto di questa strada, prima della piana di Nis, corre in una stretta gola e con gallerie (fatte ovviamente anche in andata ma l’oscurità della notte e non poteva farci apprezzare la bellezza del posto).- A Nis si entra in autostrada E75 per Belgrado (24 €) e superiamo la trafficatissima capitale Serba a metà pomeriggio inoltrato;
altro lungo pezzo autostradale da Simanovci fino a poco prima del confine con la Croazia (11,50 €) e attesa ci circa ½ ora alla frontiera con la Croazia.- Controlli abbastanza sbrigativi (almeno per come eravamo abituati) e proseguimento in territorio croato fino a circa 130 km. da Zagabria dove ci sistemiamo per la notte in una grandissima area di servizio.-
Fatti altri 747 km. per totale di 5.978 km. La ns. ultima notte in viaggio si preannuncia tranquilla e molto fresca.
21/08/09 Dormito poco, forse per la stanchezza e per l’ansia del ritorno e quindi la partenza per gli ultimi 600 km. scarsi avviene che è ancora buio. Alle prime luci dell’alba ci sono vistosi banchi di nebbia nella campagne circostanti : paghiamo i 22 € di autostrada fatta dal confine serbo + 1 € per la trafficata tangenziale di Zagabria ma il confine con la Slovenia è molto vicino.
Riacquistata la vignette slovena (15€) l’autostrada scorre veloce verso Lubiana anche perché non ci sono lavori stradali, anche in senso inverso contrariamente a quanto verificato nel tragitto di andata quando avevamo perso parecchio tempo.
Ormai si sente aria di casa e, scendendo verso Trieste, si comincia già a subire l’afa terrificante : traffico molto intenso ma abbastanza scorrevole nel tratto fino a Venezia dove, all’area di servizio Bazzera della tangenziale, salutiamo i ns. cari compagni di viaggio.
Per noi ultimi sudatissimi, nel vero senso della parola, 60 km. di autostrada fino a casa dove fermiamo motore e km. a un tot. di 6.538 poco prima delle 13 sotto un caldo asfissiante.
CONSIDERAZIONI:
Le compagnie di traghetti non offrono più il servizio open-deck per la Turchia ; ciò nonostante avevamo preventivato con la compagnia Marmaris il costo per a/r sulla tratta Ancona-Cesme ma la cifra richiesta – con cabina senza servizi – andava oltre i 2.200 € !
Questo ci ha fatto propendere, tanto più che noi partivamo dal nord-est, per il tragitto su strada attraverso i Balcani, lungo e dispendioso in fatto di energia propria e usura del mezzo ma sicuramente economicamente vantaggioso sull’immediato. Unico particolare stress, dovuto al periodo di rientro in patria della moltitudine di turchi residenti all’estero, le estenuanti code patite per i controlli alle varie frontiere, dovute al traffico intenso ed ai controlli doganali (serbi soprattutto) molto lenti e accurati.
Come si può evincere dalle note, a parte la vignetta pre-pagata per le autostrade slovene e bulgare (in Bulgaria non hanno voluto euro ma hanno accettato la c.c.) , per i pedaggi autostradali in Croazia e Serbia ed anche sul tratto Edirne-Istambul abbiamo pagato tranquillamente in euro.
Ricordo che per fare il viaggio transitando per i paesi dei Balcani è necessario, attualmente solo in Serbia, essere muniti di passaporto. Non abbiamo mai avuto problemi per le soste nelle aree di servizio, anche se naturalmente non si è riposato molto.
Il costo del gasolio varia approssimativamente da 1,010 €/lt della Slovenia a 1,2/1,3 €/lt della Turchia con una punta inferiore in Bulgaria dove costava un po’ meno di 1 € per litro; le aree di servizio sono molte e sempre il pagamento con carta di credito è stato accettato.
Per quanto riguarda in particolare la Turchia, abbiamo visto costantemente un grande dispiego di forze di polizia, gendarmeria ed esercito tale da rendere confortevole e sicuro il soggiorno del turista.
Il costo delle vita è sicuramente meno incisivo che in Italia; considerando per motivi pratici di calcolo che 1 lira turca = 0,50 € si evince come i costi per gli acquisti ai supermercati, spese per ristoranti, souvenir, autostrade ecc. siano a noi favorevoli.
Abbonda in modo marcato la vendita da produttore a consumatore : lungo le strade ci sono innumerevoli bancarelle di vendita diretta di verdura, frutta fresca e secca presso cui si compra molta quantità a prezzi veramente irrisori.
Le strade sono abbastanza buone pur se il fondo è spesso piuttosto ruvido e questo solle-cita molto le sospensioni del mezzo e crea notevole rumorosità durante la guida.
Ci sono moltissimi tratti di strada in ampliamento e rifacimento: questo crea spesso la preoccupazione per i cristalli soggetti a scariche di sassolini e ghiaino soprattutto a causa della guida spericolata degli automobilisti che, incuranti del fondo stradale, sorpassano e corrono con disinvoltura incuranti delle scariche di pietrisco che sparano sui veicoli incrocianti. La segnaletica è abbastanza buona e precisa.
Come spiegato attualmente Istambul non dispone di campeggi o aree attrezzate, solo alcuni comuni parcheggi peraltro centrali ma privi di qualsiasi servizio.
Anche nel territorio i campeggi, intesi come noi siamo abituati, sono piuttosto scarsi ma ben sostituiti da quanto ristoranti o simili offrono ai turisti itineranti, e sempre a costi modici, Solo lungo le coste i campeggi sono più presenti, sempre a cifre modeste ma qualitativamente molto lontani dagli standard dell’Europa occidentale.
Per il pagamento dei campeggi poche volte è stata accettata la c.c. ma viene preferito il pagamento in contanti, soprattutto lit e qualche volta euro, e quasi mai viene rilasciata qualsiasi tipo di ricevuta…..
Anche per l’entrata ai musei, siti archeologici ecc. il pagamento è richiesto solo in contante (lire turche).
In Turchia il rifornimento di acqua NON è un problema in quanto ci sono fontane e punti di rifornimento acqua dappertutto (ben segnalati) , sia lungo le autostrade sia anche nei tratti montani e nei luoghi più dispersi, con acqua corrente tanto da far pensare ad uno spreco eccessivo.
Un consiglio è di verificare il colore dell’acqua, soprattutto per non sporcare i serbatoi.
A titolo informativo, per un viaggio simile – considerando tutte le spese compreso gasolio, vignette, musei, qualche pranzo o cena, parcheggi e campeggi, souvenir e acquisti vari – a noi sono bastati 3.000 €
